Il ricchissimo patrimonio artistico dimostra come il Salento fu terra di conquista di molti popoli, dalle cui invasioni nel corso dei secoli cercò di difendersi: un cordone di torri di avvistamento e di castelli connotano le coste salentine, oltre le masserie fortificate che caratterizzano le campagne (alcuni esempi sono il Castello diGallipoli, quello di Otranto, di Castro, di Roca Vecchia e quello di Acaya annesso alla città fortificata e spostandosi nell'entroterra : il Castello di Copertino, di Galatone, di Parabita, il Castello Carlo V di Lecce, oggi contenitore culturale; il Castello di Corigliano d'Otranto, il più ricco di opere scultoree, quello di Melpignano con facciata barocca, quello di Nardò). Ma è il barocco leccese, lo stile che caratterizza maggiormente il Salento: raggiunge il suo apice nella Basilica di Santa Croce di Lecce,la cui facciata in pietra leccese è una combinazione fantasiosa e suggestiva di elementi architettonici, a cui si aggiungono fiori, animali in libera combinazione. In Lecce e provincia si ritrova nelle facciate delle chiese, di palazzi pubblici e privati, fino al più umile balcone. I numerosi dipinti e le opere scultoree, contribuiscono a rendere immenso il patrimonio artistico di questa terra.
La costa salentina si sviluppa per più di 150 Km, passando dalla costa bassa e sabbiosa di TorreChianca , S. Cataldo fino alle Cesine, (una delle più suggestive zone umide d'Europa). Da S. Foca, RocaVecchia, Torre dell'Orso e Sant'Andrea si arriva ai Laghi Alimini, che corrono paralleli lungo la costa, oasi a protezione faunistica. Breve è il tragitto che conduce ad Otranto:da qui il paesaggio cambia, traformandosi in alte scogliere a picco sul mare: da Porto Badisco, a Santa Cesarea Terme nota per le sorgenti idroterapiche, e le magnifiche grotte Romanelli e Zinzulusa, a Castro, con il centro storico ed il castello che dominano dall'alto il bellissimo paesaggio. Si continua a scendere ammirando le splendide scogliere di Tricase, nota anche per la plurisecolare "Quercia vallonea", il Ponte Ciolo fino ad arrivare a Gagliano del Capo. E da qui si risale sulla costa orientale, il paesaggio cambia: scogliere basse, terra rossa e vigne e numerose torri che danno il nome alle località (Torre Vado, Torre Mozza, Torre Suda, Torre San Giovanni) portano ai bacini di Ugento, un'altra riserva naturale, dove transitano i cigni reali. Ma è Gallipoli una delle tappe obbligate: circondata da uno splendido mare, con il caratteristico centro storico collegato al borgo tramite un ponte. E' caratterizzata da una lunga litoranea con sabbia fine e risalendo verso nord da una costa rocciosa bassa che conduce alle marine di Nardò: SantaMariaalBagno, nota per il suo antico porto romano; Santa Caterina, dominata dalla Torre dell'Alto ed il Parco naturalisticodiPortoselvaggio, con la bellissima Baia di Uluzzo. Si conclude il giro, dopo altre località caratterizzate da torri, insenature ed acque purissime a Porto Cesareo, ricca di spiagge attrezzate ed un arcipelago di isolotti, tra cui l'Isola dei Conigli è la più famosa.
Il Salento, è una terra ricca di cultura e tradizioni, dove sacro e profano, convivono nelle numerose sagre e feste patronali che animano non solo i mesi estivi, ma tutto l'anno. In particolare vale la pena ricordare: la danza delle tarantate che si svolge il 29 Giugno, presso il Santuario di S. Paolo a Galatina; la Sagra della municeddha (Sagra della lumaca) a Cannole, dall'11 al 13 Agosto; la Notte di San Rocco con tamburelli, pizzica e ballate a Torre Paduli (fraz. di Ruffano), la notte tra il 15 ed il 16 Agosto; la festa di Sant'Oronzo dal 24 al 26 Agosto; la Festa dellu mieru (festa del vino) a Carpignano Salentino, i primi di Settembre. Il Salento è chiamata la Terra del Rimorso, la terra della "pizzica pizzica" e delle "tarantate", di un quid che ha del misterioso a cui molte festività religiose e popolari si collegano simbolicamente. E proprio dal recupero della pizzica salentina e dalla fusione con altri linguaggi musicali nasce "La Notte della Taranta", un grande festival musicale, che inizia con una parte itinerante nei comuni della GrecìaSalentina, per circa 10 giorni e si conclude con un grande concerto a Melpignano, che coinvolge importanti gruppi musicali salentini e star internazionali, guidati da un "maestro concertatore", diverso ogni anno, che rilegge, in modo originale, il repertorio salentino. Questo evento, cresciuto negli anni di dimensioni e di prestigio, ha sicuramente contribuito a rendere nota la cultura di questa terra affascinante.
La cucina salentina, tipicamente mediterranea, è umile e povera, ma molto ricca dei sapori del mare e della terra. Alcuni pasti hanno origini molto antiche, come: i fichi secchi, molto nutrienti; la "puccia", pane con le olive nere; "ciceri e tria", tagliatelle unite con i ceci; "le sagne ncannulate" tagliatelle con sugo di pomodoro e formaggio ricotta; le orecchiette e "minchiareddhri" (maccheroncini) con il sugo di pomodoro; i "panzerotti" di patate; le famose "pitte", focacce di patate ripiene con verdure e i "turcinieddhri", involtini con interiora di agnello. Non si possono dimenticare i piatti di pesce come il polpo ad insalata o alla "pignata"; i tubettini con la cernia; riso patate e cozze. La necessità di consumare un pasto veloce e nutriente durante le pause dal faticoso lavoro della terra, imponeva ai contadini di portare vivande semplici come la frisa di orzo, pane biscottato, bagnato con acqua e condito con pomodoro, rucola e olio. E proprio quest'ultimo insieme al vino, prodotti di origini millenarie, fanno da cornice alla cucina salentina e sono riconosciuti ed apprezzati a livello nazionale ed internazionale Tra i dolci sono molto noti gli amaretti, dolci con pasta di mandorla; i mustazzoli, dolci al cioccolato con mandorle tostate e i buonissimi "pasticciotti", di pasta frolla ripieni di crema.